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L’onda nera che avanza

I nazisti di AfD, così come i fascisti di Vannacci, non possono essere capiti come fenomeni se non si fa riferimento ai gruppi economici e ai settori dove hanno le proprie roccaforti.

 

La Sassonia-Anhalt è una zona industriale fortemente minacciata dalla guerra tra Nato e Russia, che si riforniva di gas dalla Russia e che ora è costretta a prenderlo – come noi – dalle riserve controllate dagli USA.

Ma è anche una zona storicamente legata al commercio con l’Est, un rapporto atavico e secolare.

Inoltre in Germania il settore automotiv è in crisi e le cause sono più di una. I costi dell’energia si sono quadruplicati dopo la rottura dei rapporti economici con la Russia (v. distruzione dei gasdotti da parte dei  servizi segreti ucraini), la trasformazione del mercato dell’auto verso i modelli ibridi ed elettrici che vede la Germania in ritardo e la perdita conseguente di quote di mercato. La Wolkswagen dovrà licenziare qualche migliaio di lavoratori per ammortizzare le perdite. Il settore immobiliare è in crisi per mancanza di domanda ed i numeri dei fallimenti delle aziende del settore del commercio è in grosso aumento. I dazi imposti da Trump hanno ridotto le esportazioni delle merci verso gli USA in particolare proprio di quelle del settore dell’automobile. I salari hanno perso potere di acquisto negli ultimi anni e la sanità pubblica soffre di una crisi finanziaria dovuta alle spese ospedaliere in particolare ai costi dei farmaci che devono essere comprate da aziende private sul mercato internazionale che ogni anno aumentano il prezzo dei prodotti e che non permettono più  di mantenere gli standard fino ad oggi offerti. La sanità pubblica tedesca soffre di una carenza cronica di medici ed infermieri. In un quadro generale che vede l’invecchiamento della popolazione con costi sempre più elevati per l’assistenza sanitaria.

Ed ancora c’è da sottolineare che le spese per sostenere lo sforzo bellico contro la Russia portano ad un aggravamento della crisi finanziaria che acuisce la crisi manifatturiera già di per se grave. Questa situazione ha favorito i partiti politici che vogliono rompere il legame con l’Ucraina lasciandola al suo destino e contrastare le politiche europee che spingono sempre più verso uno scontro diretto con la Russia. I gruppi di estrema destra si sono rafforzati in tutta Europa e ritengono che il declino delle nazioni europee e dei suoi “valori” sia da addebitare ai migranti che a loro dire hanno come obiettivo la sostituzione etnica delle popolazioni cristiane dell’occidente. Come durante il periodo nazista c’è la costruzione di un nemico a cui addebitare la crisi, negli anni ’30 erano gli ebrei i nemici della nazione, ora sono i migranti, i musulmani, i gay, i comunisti e tutte le minoranze presenti sul territorio dell’Europa. Questo quadro politico sta portando ad una polarizzazione ed una radicalizzazione dello scontro sociale, ma mentre la destra estrema possiede armi e grossi finanziamenti che provengono da una borghesia nostalgica del periodo nazifascista, la sinistra rivoluzionaria si trova in una condizione di frammentazione ed impreparazione per fare fronte al prossimo scontro politico-militare.

C’è da aggiungere che la crisi economica della Germania contagerà gran parte dell’Europa a partire delle imprese del nord Italia legate alle commesse che vengono da questa nazione. Un Europa inoltre che deve fare i conti con la guerra commerciale con gli USA e che non potrà sostenere a lungo lo sforzo bellico in corso contro la Russia anch’essa in condizioni economiche critiche.

Stesso discorso in Italia vale per Vannacci. Pur essendo espressione del settore interclassista dei militari, ha inghiottito la Lega, partito che ha come sua roccaforte gli industriali del centro nord, anch’essi legati al commercio con la Crimea, la Russia, la Germania ecc.

Da questi legami economici centrali emergono le loro posizioni filo russe.

Non é una questione soltanto ideologica la loro, è proprio una necessità di sopravvivenza e di tutela della proprietà privata di un determinato settore di borghesia.

A rimorchio – ma MAI in modo organizzato, sempre e solo come massa passiva votante – si portano dietro masse di operai atomizzate promettendogli che dalla fine della guerra alla Russia e la deportazione dei proletari immigrati, tornerà a risplendere l’industria tedesca, minacciata e schiacciata dalla guerra e dalla egemonia della Cina sull’elettrico.

Sbaglia chi sostiene che AfD vince perché dice ciò che dovrebbe dire la sinistra. Ma quando mai! Chi parla di deportare operai è in generale esseri umani non può mai essere di sinistra.

Sbaglia pure chi sostiene che l’avanzata di AfD é colpa di questo o quel partito. I liberali sono parte integrante della borghesia. Quindi non fanno testo, pure se si rivendicano antifascisti.

Accusare la sinistra poteva avere un senso quando esisteva una sinistra di classe con influenza di massa.

Gli operai hanno votato AfD perché sono ingannati e per la mancanza di qualunque alternativa, non perché AfD dice ciò che dovremmo dire noi.

Passata la sbornia, alle masse tedesche dell’Est resterà soltanto gettarsi nelle braccia della barbarie della guerra, dei soprusi e della violenza contro altri proletari.

Per altro, AfD non pone un argine alla guerra, al contrario l’avvicina e non per motivi ideologici, ma perché la borghesia occidentale non resterà a guardare mentre il suo dominio si sgretola in nome di un nuovo assetto. Questo voto la guerra l’avvicina, perché essa può essere fermata solo dal movimento operaio organizzato.

La sinistra in Europa non ha alcun peso per troppi fattori legati alla distruzione dei corpi che aveva costruito, alla incapacità di fare propaganda di massa, al non riuscire ad essere visibile, alla sua cacciata dai sindacati di massa. È tutta una contesa spinta dai grandi gruppi industriali e da come si orientano.

 

Per noi sta arrivando una fase simile a quella Ucraina e russa, dove i comunisti vengono arrestati o messi fuorilegge.

L’accusa sarà quella di cospirazione col nemico.

“Mala tempore currunt” dicevano i latini, ma è possibile invertire questa tendenza, che non è e non può essere un destino ineluttabile, solo con l’organizzazione ed il superamento della frammentazione e dell’ infantilismo della sinistra rivoluzionaria. La classe dei proletari se non trova una sinistra credibile e capace di darle una prospettiva di miglioramento delle sue condizioni si rivolge altrove, e questo altrove lo trova purtroppo nelle destre che le propongono l’odio verso l’immigrato e verso i suoi fratelli dove il povero accusa il più povero della sua condizione di miseria.

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