
Il decreto sicurezza n. 1236 approvato venerdì 17 Aprile 2026 al Senato con 96 voti a favore e 46 contrari non prevede nessuna norma contro Mafia, Camorra e Ndrangheta, ma esclusivamente reati contro blocchi stradali, occupazioni abusive, rivolte nei CPR e carceri, punendo anche la resistenza passiva e per questo motivo viene definito anche decreto antiGandhi.
La sicurezza per il governo Meloni non è quella di reprimere le organizzazioni mafiose, anzi con queste alcuni uomini del governo fanno buoni affari, vedi inchiesta Del Mastro, ma reprimere le organizzazioni politiche che si battono per i diritti della popolazione più povera ed indifesa.
I reati che prima erano colpiti con sanzioni amministrative ora prevedono anni di carcere che in qualche caso superano anche l’omicidio colposo su strada.
La rivolta nei CPR prevede da uno a cinque anni per i partecipanti e da due ad otto anni per gli organizzatori.
L’occupazione abusiva prevede una pena da due anni a sette anni.
Un blocco stradale per motivi di licenziamento una pena dai sei mesi ai due anni.
Resistenza a pubblico ufficiale fino a cinque anni di carcere.
La sicurezza per questo governo non è altro che l’eliminazione delle proteste e la cancellazione del diritto di manifestare, in sostanza la sicurezza coincide con lo stato di polizia con l’obiettivo di portare la società verso un regime fascista.
Questo decreto se non trasformato in Legge entro il 25 Aprile potrebbe decadere e vedremo se il caro Presidente della Repubblica avrà il coraggio di firmare anche l’istituzione dello stato di polizia.









