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Remigrazione un progetto neonazista

La destra fascista e nazista sta cavalcando la proposta razzista della remigrazione, cioè dell’espulsione degli immigrati, non solo di quelli cosiddetti clandestini, ma anche di quelli con  cittadinanza italiana.

 

Il progetto prevede due tipi di espulsione, uno incentivato e l’altro forzato, verso i paesi di origine.

 

L’espulsione è prevista anche per chi riceva accoglienza per motivi umanitari, perché scappa da guerre, da violenze, da discriminazione, ecc.

La proposta della destra razzista prevede di revocare la cittadinanza per chi non si è “assimilato” e per chi si è macchiato di reati anche se il suo paese di origine è l’Italia basta in questo caso che uno dei suoi genitori non sia di origine Italiana.

 

Una qualunque contestazione di reato come quello di “accattonaggio” perché un immigrato vive in mezzo ad una strada per mancanza di un alloggio sarebbe sufficiente per l’espulsione.

 

E’ del tutto evidente che il concetto di “assimilazione” diventa un pretesto per l’espulsione di qualsiasi individuo.

 

Va da sé che per un immigrato con cittadinanza italiana che si trova a subire un aggressione, ma che venga accusato di rissa può scattare la revoca della cittadinanza, oppure la non accettazione della religione cattolica può essere motivo di espulsione ed anche la non conoscenza della lingua italiana.

 

La destra xenofoba e razzista vuole in sostanza una popolazione italiana bianca, cattolica, nazionalista, per la difesa della razza italica dalle “contaminazioni” africane.

 

L’esponente più noto della ideologia della remigrazione è il neonazista austriaco Martin Sellner che giustifica questa sua proposta perché la considera l’unico modo per evitare la sostituzione etnica degli europei da parte degli immigrati.

 

Nel 2023 a Potsdam in Germania gruppi di neonazisti ed imprenditori legati alla galassia neonazista hanno presentato un piano per espellere dalla Germania milioni di persone perché non “assimilati”.

 

In Italia questa ideologia è stata dapprima sostenuta da CasaPound, ma subito dopo ripresa dalla Lega di Salvini e dal generale Vannacci.

 

Le loro affermazioni deliranti sostengono che la cittadinanza non è qualcosa scritto su un documento, ma risiede nel sangue.

 

La proposta della remigrazione prevede per chi non decida di uscire volontariamente dal territorio italiano di rendere la loro vita insopportabile con l’impossibilità di poter accedere alla sanità pubblica, di essere assunto in un impresa oppure di affittare un alloggio giusto per fare un esempio.

 

Questo progetto neonazista dovrebbe essere attuato da un Ministero denominato “Ministero per la remigrazione”.

 

Di queste nuove leggi razziali si voleva discutere in Parlamento quando esponenti della Lega di Salvini tra questi Domenico Furgiuele invitarono membri di CasaPound nella sala stampa della Camera e di questo Salvini ha parlato in piazza a Milano il 17 Aprile 2026.

 

Milano ha però risposto con una grande manifestazione antifascista che ha contestato la piazza dei neonazisti invitati sul palco da Salvini e che i pennivendoli nostrani hanno definito “patrioti”.

 

NO ALLA REMIGRAZIONE!

NO AL FASCISMO!

NO AL NAZISMO!

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